THE EVIL WITHIN 2

  • DATA DI USCITA: 13.10.17
  • SVILUPPO: TANGO GAMESWORK
  • PUBLISHER: BETHESDA
  • GENERE: SURVIVAL/HORROR
  • CONSOLE: PS4-XONE-PC
  • VOTO:
    0.0/5 di voti (0 voti)
  • THE EVIL WITHIN 2



  • Torna l’horror di Shinji Mikami
    Dopo tre anni di attesa finalmente è arrivato The Evil Within 2, sequel che riprende le solide basi del predecessore promettendo un’esperienza meno lineare.
    16Games negozi franchsing videogiochi the evil within 2 4All’inizio di questa terrificante avventura, ambientata qualche anno dopo i fatti narrati in The Evil Within ritroviamo Sebastian Castellanos. 
    E’ diverso, visibilmente provato dagli eventi del primo capitolo, ormai solo e che cerca invano di dimenticare cosa ha vissuto. Ritroviamo anche Juli Kidman, che coinvolge nuovamente Sebastian per indagare su quanto fa l’organizzazione Mobius, anch’essa con tanti punti di contatto con una storica organizzazione che gli amanti di Resident Evil conoscono bene: l’Umbrella Corporation. 
    16Games negozi franchsing videogiochi the evil within 2 6Sinistri esperimenti, analisi e raccolta di dati su cavie. Una di esse è proprio la figlioletta di Castellanos e proprio per questo Sebastian accetta malgrado di ritornare nuovamente nello STEM. STEM, una sorta di “radice” neurale, già presente nel primo The Evil Within, e che stavolta ha come obiettivo la cittadina fittizia di Union. Ciò che inizialmente doveva essere un ambiente idilliaco è stato trasformato in una visione distorta di una cittadina americana di provincia. Questo è successo perché l’intera cittadina di Union è stata creata nello STEM usando una mente pura e incontaminata come base (o Nucleo): Lily, proprio la figlia di Sebastian. Ma quando Lily scompare nello STEM, il mondo virtuale perde il suo Nucleo e la distruzione ha così inizio. 
    Toccherà a Sebastian trovare sua figlia e portarla fuori dallo STEM, prima che il sistema collassi. La trama di The Evil Within 2, rispetto a quella del predecessore, risulta essere più lineare e meno confusa andando non soltanto ad approfondire le vicende di Sebastian, della sua famiglia ormai distrutta e di Lily ma coinvolgendo la Mobius e i malcapitati impiegati della stessa che si trovano all’interno della “radice” neurale. Il plot narrativo mantiene gli stessi canoni del primo capitolo, inizialmente il ritmo sarà abbastanza compassato, per poi diventare sempre più frenetico e ritmato, coinvolgendo il giocatore fino alla fine. Se ricercate però un’avventura survival-horror pura, ci dispiace dirlo ma Tango Gameworks con The Evil Within 2 ha deciso di sperimentare. Il ritmo infatti verrà “spezzato”, c’è da dire fortunatamente in pochissimi momenti, giusto il tempo di intercettare, attraverso un nuovo strumento: il comunicatore che rileva voci dal passato, una trasmissione e andare a raccogliere utili provviste o dare una mano a qualche membro del Mobius. 
    Tale scelta però, riduce drasticamente quel senso di angoscia e di ansia che The Evil Within ci aveva dato, portando il sequel ad essere un prodotto più accessibile al grande pubblico e non soltanto indirizzato, a quella schiera di fan, anche se davvero fitta, amanti dei classici survival. Quindi se volete, quasi, vivere un’esperienza horror classica, dovrete per forza di cose selezionare sin da subito il livello più elevato. Quando avrete completato il gioco potrete accedere al new game plus, che come altri titoli, anche non per forza horror, ci metterà davvero alla prova, con scorte limitate, nessun potenziamento o abilità e salvataggi striminziti. Ma passiamo al gameplay. È cambiato rispetto a The Evil Within? Per niente. 
    16Games negozi franchsing videogiochi the evil within 2 5Poiché il sistema di gameplay si era dimostrato già molto solido all’epoca, Tango Gameworks, ha deciso di non stravolgerlo mantenendolo così com’era. Il buon Sebastian continua ad avere movenze impacciate soprattutto quando per forza di cose dovremo darci alla fuga e proprio da questo punto di vista si percepisce come la scelta sia stata voluta dal team di sviluppo. Non si tratta quindi di un limite tecnico, ma di volontà intrinseca nel team di sviluppo. 
    Fra le tante promesse decantate in questi mesi, una su tutte aveva incuriosito i fan: meno linearità e più libertà esplorativa. Sarà stata mantenuta? 
    Ci sono ancora sezioni lineari e sbarramenti evidenti, ma sono presenti anche aree esplorabili. L’idea degli sviluppatori, riabbraccia l’intento di offrire un prodotto più su vasta scala, quindi meno cupo e meno teso del predecessore. Ecco quindi che la libera esplorazione abbassa un po’ il ritmo e inoltre permette la raccolta di utili file oltre al poter compiere le già citate quest secondarie. Inoltre, la scelta di spezzare il ritmo, si ripercuote sul gameplay anche per un altro aspetto, infatti sarà il giocatore a decidere come e in che modo proseguire. Se evitare quella zona o se rischiare di trovarsi svariati nemici alle calcagna. Migliore risulta essere il sistema di copertura, fondamentale se vogliamo conservare qualche pallottola o purtroppo abbiamo poche munizioni a disposizione. 
    Attenzione, utilizzatele sempre con cautela, quando potete, datevela a gambe, eviterete di sprecare munizioni inutilmente. Rimanere a secco sarà comunque difficile, a meno che non iniziate a sparare all’impazzata. Il titolo comunque a più riprese fa capire al giocatore, praticamente dai primi istanti, di gestire oculatamente le risorse e di utilizzare le azioni furtive. The Evil Within 2 spinge molto sugli attacchi alle spalle e dai ripari per eliminare un’eventuale minaccia. Utilizzare anche l’ambiente a nostro favore sarà fondamentale, non tanto contro i nemici standard, mai pericolosi e piuttosto “facili” da uccidere ma contro i boss (molto ispirati), individuare bidoni esplosivi, scie di benzina e opportunità ambientali, sarà importantissimo per rimanere vivi. 
    Oltre a tali aspetti, è stato migliorato anche il sistema di progressione del protagonista e di sviluppo delle armi. Nel primo caso, attraverso una melma verde, ottenibile sconfiggendo le orrende creature, Sebastian potrà migliorare la sua prestanza fisica, danni subiti, fatica, scatto, abilità combattive, furtività, nel secondo caso invece, ci sono delle strutture inaccessibili ai mostri, un po’ come le stanze in cui era possibile salvare tramite la macchina da scrivere in Resident Evil e qui Sebastian, su un comodo banco da lavoro, potrà migliorare il proprio arsenale e creare utili munizioni e oggetti. 
    Il comparto tecnico di The Evil Within funziona bene. L’evoluzione dell’id Tech 5 si chiama STEM Engine. Sono state eliminate le fastidiose bande nere a favore di un’azione a tutto schermo. Il sistema di illuminazione e gli effetti particellari, sebbene non facciano gridare al miracolo, sono sicuramente stati realizzati meglio rispetto al primo capitolo. Le ambientazioni, soprattutto interne, hanno davvero tanti dettagli e nel complesso, salvo alcune eccezioni, risultano essere buone. L’Engine ha permesso al team di sviluppo di sbizzarrirsi con illusioni ottiche, cambi repentini, giochi di luce, tutti elementi che uniti alla direzione artistica, fanno di The Evil Within 2, un bel gioco, tetro, oscuro e oppressivo. Buono il lavoro svolto sui modelli poligonali dei personaggi e dei boss, anche se, a tratti, presentano ancora alcune espressioni poco convincenti. Doppiaggio e sonoro, il gioco è interamente doppiato nella nostra lingua, il recitato è apprezzabile. Ottimi infine gli effetti audio e la colonna sonora, davvero ispirata. Gli estenuanti caricamenti del primo capitolo sono stati ottimizzati e risultano esser quasi fulminei. The Evil Within 2, rappresenta un bel passo in avanti per il brand. È un survival-horror convincente, sicuramente meno angoscioso e tetro del precedente capitolo, in quanto pensato più per il “grande pubblico”, ma sicuramente i fan del genere e non solo lo apprezzeranno e non poco. Il nostro consiglio è dunque quello di dare assolutamente una chance al nuovo capitolo dell’horror di Mikami •

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