KINGDOM COME DELIVERANCE

  • DATA DI USCITA: 13.02.18
  • SVILUPPO: WARHORSE
  • PUBLISHER: DEEP SILVER
  • GENERE: RPG
  • CONSOLE: PS4-XONE-PC
  • VOTO:
    0.0/5 di voti (0 voti)
  • KINGDOM COME DELIVERANCE

  • Un gioco medievale che punta tutto sul realismo e accantona il fantasy
    Cattura subito l’attenzione dei giocatori la completa assenza di elementi fantasy che normalmente caratterizzano tutti i giochi ad ambientazione medievale, come i blasonati The Witcher e Skyrim
    Già dal suo approdo su Kickstarter, il progetto lanciato da Warhorse Studios ha incuriosito parecchio i videogiocatori, tanto da finanziarlo per intero in tempi record e da sopportarne i vari rinvii rispetto alla data di uscita prevista. Il gioco era inizialmente schedulato per il 2015 e dopo essere stato rinviato a data da destinarsi ha visto gli scaffali nel 2018, su PC e le console di Sony e Microsoft.

    16Games franchising videogiochi kingdom come deliverance 7Nel prodotto di Warhorse Studios non troveremo draghi e storie di stregoneria, ma un’ambientazione realistica fatta di sangue e acciaio, basata su eventi storici realmente accaduti nella Boemia del XV secolo, durante una sanguinosa guerra al trono che vide scontrarsi gli eserciti del re d’Ungheria Sigismondo e la resistenza del legittimo erede al trono, Re Venceslao IV. 

    In Kingdom Come Deliverance non saremo il classico eroe invincibile che riuscirà da solo a sconfiggere il re nemico, bensì un semplice figlio di un fabbro che a differenza del padre, aspirava ad una vita più avventurosa e a brandire le armi per combattere, piuttosto che forgiarle. 
    Il nostro personaggio Henry, dopo essere sopravvissuto al massacro del suo villaggio da parte degli uomini di Sigismondo, si unirà alle schiere della resistenza a sostegno del legittimo erede al trono con un forte desiderio di vendetta nei confronti degli uomini del re d’Ungheria, che ci porterà a viaggiare nella Boemia e a combattere le forze nemiche in pericolosi assedi. 
    L’impostazione open world del gioco è senza dubbio azzeccata vista l’ottima ambientazione al 100% autentica e realistica, senza alcun elemento fantasy come mostri e creature mitologiche ad “influenzare” il gioco e il gameplay, quest’ultimo caratterizzato da un ottimo sistema di combattimento molto simile a quanto visto in For Honor e da un grado di difficoltà abbastanza impegnativo che ci costringe a fare i conti con diversi fattori prima di intraprendere una battaglia solitaria contro il nemico. 
    Scordatevi di buttarvi nel campo di battaglia e prendere tutti a randellate uscendone vittoriosi, una scelta del genere vi porterà a morte certa, stessa sorte che vi toccherebbe nel caso in cui affrontaste due o tre nemici senza stare molto attenti. 
    16Games franchising videogiochi kingdom come deliverance 3Il gioco non è punitivo anzi, lascia molta libertà di approccio al giocatore e spesso ci vengono perdonati parecchi errori, ma la voglia di mantenere il realismo è palpabile e perciò buttarsi nella mischia colpendo a caso i nemici non è il modo giusto di affrontare la battaglia.

    In Kingdom Come Deliverance è presente un sistema di progressione del personaggio totalmente slegato dalle classi e che ci permetterà di migliorare non solo le nostre capacità di combattimento, ma anche quelle oratorie, che ci daranno accesso a nuove possibilità nei dialoghi e spesso ci tireranno fuori dai guai senza dover ricorrere alla spada.

    Mentre i dialoghi rappresentano il fiore all’occhiello del gioco, il sistema di combattimento ha bisogno di essere assorbito dal videogiocatore e dopo qualche ora di gioco cominceremo a padroneggiarlo a dovere, mentre invece risulta un po’ più ostico la gestione delle fasi stealth, molto semplici nella struttura a dire il vero, ma caratterizzate negativamente da una intelligenza artificiale altalenante che in alcuni casi ci lascerà agire praticamente indisturbati, in altri sarà fin troppo reattiva e punitiva.
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    Il titolo ricordiamo che è stato prodotto da un team ristretto e indipendente, perciò è normale che il gioco abbia bisogno di un po’ di tempo e patch per essere rifinito e a parte qualche bug di troppo e l’intelligenza artificiale, non ci sono delle critiche così insormontabili che non si possano risolvere con una patch. 
    Anche il tanto criticato minigioco per lo scassinamento delle serrature potrà essere migliorato in futuro e gli sviluppatori hanno già annunciato di essere al lavoro per risolvere i vari problemi del gioco che comunque è perfettamente godibile e divertente. 
    Il realismo come abbiamo già detto è alla base dell’esperienza di gioco ricreata in Kingdom Come Deliverance e gli sviluppatori hanno dovuto includere diverse regole e limitazioni per mantenerlo tale, tra cui un sistema di salvataggio un po’ particolare. 
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    Il gioco salva automaticamente i progressi in seguito a un punto di svolta, normalmente collegato ad una nostra precisa scelta morale, ma ci permetterà di salvare la partita in  qualsiasi momento utilizzando un oggetto in game e non tramite il solito menù. 
    Se i falò di Dark Souls non vi sono mai piaciuti, allora odierete profondamente la Grappa del Salvatore che soprattutto nelle prime fasi del gioco sarà molto difficile da reperire. 
    Una volta acquisite le giuste capacità alchemiche potremo craftarla da soli, ma comunque l’introduzione di quest’oggetto ci obbligherà a ponderare meglio le nostre scelte, non potendo sempre salvare e ricaricare il salvataggio in caso di errore. 
    Il lavoro svolto dagli sviluppatori per ricreare l’atmosfera bellica medievale è veramente ottimo e la cura nei dettagli di questo periodo storico la si ritrova anche nei momenti privi di combattimenti, anche in una semplice taverna dove potremmo ritrovarci in una rissa tra ubriachi o nel fatto di dover imparare a fare determinate cose che un qualsiasi eroe di un videogioco troverebbe semplice (come appunto salvare il gioco), il tutto è rapportato e tutto combacia perfettamente nell’idea di gioco in Kingdom Come Deliverance, non ci sono elementi fuori posto che contraddicono l’anima del gioco e questo è un gran merito per Warhorse Studios che è riuscita a realizzare un RPG medievale credibile, divertente e appagante senza dover includere necessariamente elementi fantasy, riuscendo ad inserire anche delle meccaniche survival come la necessità di dormire e nutrirsi che aumentano ancora di più il realismo del gioco.
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    Come di consueto, l’occhio vuole la sua parte e dal punto di vista grafico si vedono i limiti di una produzione dal budget ridotto come quella di Kingdom Come Deliverance, ma ancora una volta dove non sono arrivati i soldi è arrivata la bravura degli sviluppatori, che hanno sapientemente concentrato i loro sforzi nel realizzare un mondo di gioco vivo e ricco di dettagli, che regala un colpo d’occhio davvero notevole grazie anche CryENGINE che per quanto riguarda le ambientazioni è davvero un motore strabiliante. 
    Qualche incertezza di troppo la si trova nelle texture dei personaggi secondari e nelle animazioni un po’ troppo robotiche che stonano parecchio quando vengono inserite in un mondo di gioco così bello. 
    Forse con un po’ più di tempo sarebbe stato possibile rifinire meglio il gioco, ma non ci possiamo lamentare di queste piccolezze se andiamo ad analizzare la complessità del titolo e la grande ambizione del progetto. Kingdom Come Deliverance è il primo RPG medievale senza draghi che vi piacerà e vi terrà incollati allo schermo per diverse decine di ore, ritrovandovi immersi in sanguinose battaglie all’arma bianca e in un’atmosfera incredibilmente fedele all’immaginario collettivo dell’epoca medievale, un periodo storico fatto di superstizioni, religione e tante sanguinose battaglie•

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