FOR HONOR

  • DATA DI USCITA: 14.02.17
  • SVILUPPO: UBISOFT MONTREAL
  • PUBLISHER: UBISOFT
  • GENERE: AZIONE
  • CONSOLE: PS4-XONE-PC
  • VOTO:
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  • FOR HONOR
    TRAILER
  • LOGO 2
    Un campo di battaglia sconfinato
    La prima cosa che ci colpì di For Honor non furono i suoi fendenti e l’incredibile resa visiva del trailer, ma la scena durante il primo annuncio è stata rubata dal game designer Jason Vandenberghe, un omone che potrebbe essere tranquillamente il protagonista di una storia medievale, che si presentò sul palco accompagnato da un’aura di simpatia e carisma travolgente che impresse subito nelle nostre menti il suo lavoro, For Honor (e il suo bastone da passaggio).

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    Jason Vandenberghe non è l’ultimo arrivato nel settore, è l’autore della piccola perla che risponde al nome di Red Steel 2, ha lavorato a Ghost Recon: Future Soldier e ha impostato la maggior parte dell’ottima storyline di Far Cry 3, lavorandoci sopre per quasi 9 mesi per poi lasciare lo sviluppo e concentrarsi su altri progetti, lui stesso ammette che senza di lui sarebbe comunque uscito “un” Far Cry 3, ma sarebbe stato un Far Cry 3 “molto differente. For Honor senza di lui probabilmente non sarebbe mai esistito, è il suo lavoro più personale, un’ode alla sua passione per le spade e i duelli su cui già aveva basato Red Steel 2, ma che ha elevato ad uno scalino superiore con For Honor, potendosi confrontare con un pubblico nettamente più vasto.

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    For Honor si basa su un’ipotetica guerra medievale tra Vichinghi, Samurai e Cavalieri, tre arti della guerra ben precise tra cui i giocatori potranno scegliere per intraprendere la campagna in singleplayer di For Honor, che altro non è che uno dei migliori tutorial mai creati. For Honor è un gioco multiplayer e questo è un dato certo, ma non rinuncia ad un’ottima campagna in singleplayer che ci terrà impegnati per circa 6/7 ore di gioco e ci introdurrà alle meccaniche di base del gioco, caratterizzato da un sistema di combattimento innovativo e a tratti parecchio complesso. Senza rivelare nulla sulla storyline, i diversi capitoli della campagna sono legati tra loro da un buon impianto narrativo, violenza, momenti cinematografici di buon livello che lo avvicinano a Ryse: Son of Rome, il tutto condito da un pizzico di ripetitività nei livelli e nell’azione proposta che lo allontanano dalla qualità della produzione Crytek (corta, ma spettacolare).
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    Il vero successo e punto di forza di For Honor è da ritrovarsi nel sistema di combattimento, che di base si rifà a strutture già viste come quello presente in Chivalry: Medieval Warfare, ma che ne arricchisce la struttura in diversi modi. 
    Al già visto sistema di guardia, attacchi leggeri e pesanti da indirizzare cercando di eludere la guardia nemica, si aggiungono le prese e gli spezzaguardia, le schivate e dei fattori occulti tipici dei GDR che influenzano i vari attacchi e la scelta della armi, come avvelenamento e sanguinamento. Oltre alla conoscenza delle combo, dovremo essere vigili sul nostro posizionamento e sull’ambiente che ci circonda visto che le prese potranno essere usate in maniera astuta e letale su nemici poco pratici della mappa, sfruttando dirupi e vari oggetti contundenti con il quale è possibile interagire.

    La campagna singleplayer ci introdurrà alle meccaniche base di attacco e difesa, ma molte funzioni non vengono trattate volutamente, portando il giocatore a scoprirle tramite la propria esperienza personale. Il bello di For Honor è che nonostante il sistema di combattimento sia profondo e complesso, mantiene allo stesso tempo una semplicità e immediatezza che ci permetterà di padroneggiarlo al meglio in poche ore. Spesso accade che se giochiamo molto a un gioco ci abituiamo al gameplay, ma una volta interrotto e ripreso dopo qualche giorno, ci aspetta un lungo processo di riadattamento, processo molto più rapido e intuitivo su For Honor, che siamo sicuri potrà divertire sia i giocatori più frequenti, che impiegheranno parecchie ore in questa produzione Ubisoft, sia chi avrà voglia di farsi qualche schermaglia ogni tanto.
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    L’altra grande forza di For Honor è nella varietà delle classi di gioco presenti che come abbiamo già detto, si dividono nelle fazioni dei Cavalieri, i Samurai e i Vichinghi, a loro volta divise in 12 classi totali, che permetteranno ad ogni giocatore di individuare il personaggio che fa per lui. A livello di bilanciamento, tutti e 12 i personaggi seppure sono molto diversi tra loro risultano molto ben bilanciati e molto dipenderà dall’abilità del giocatore nel controllarli. I vari personaggi oltre al fattore estetico si differenziano principalmente per le armi utilizzate, per le combo (tutte uniche), ma soprattutto per l’abilità speciale, che se usata con il tempismo giusto, potrà ribaltare le sorti dei duelli, anche quando ci troviamo in netta inferiorità numerica.

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    Purtroppo quest’ultimo è un problema che affligge la maggior parte delle partite online, dove i giocatori normalmente non hanno moltissimo “onore” nello sfidarvi in un regolare 1vs1, ma spesso ci troveremo ad affrontare più di un avversario, senza possibilità di poterne agganciare e quindi parare più di uno. Purtroppo nel 90% dei casi tutto ciò si tradurrà nella nostra sconfitta visto che il sistema di combattimento gestisce ottimamente i duelli 1vs1, ma data la sua necessità di agganciare un nemico per poterne vedere le varie posizioni di guardia, pecca pesantemente nel 1vs2 o peggio nel 1vs3. Spezziamo una lancia a favore di questa scelta, nella realtà un singolo guerriero è difficile che respinga due avversari, perciò ci può stare questa scelta. 
    Dal punto di vista tecnico, For Honor è un prodigio! Le ultime produzioni Ubisoft sono veramente entusiasmanti sotto il comparto grafico, lo abbiamo detto con Steep, lo abbiamo ribadito con l’anteprima di Ghost Recon Wildlands e lo ripetiamo volentieri con For Honor, graficamente è eccezionale e il complimento non si limita alla qualità delle texture, ma anche alla quantità degli oggetti presenti a schermo e all’ottima direzione artistica, sia per i personaggi che per le mappe.
    For Honor è un gioco solido, un prodotto adatto per chi è in cerca di un’esperienza multiplayer differente rispetto al solito sparatutto, ma che regala la stessa immediatezza. Davvero un ottimo lavoro per l’eccentrico, ma geniale Jason Vandenberghe!







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